ACCERTAMENTO: alcune ipotesi che portano a indagini finanziarie

Le c.d. indagini finanziarie (o bancarie) non sono un vero e proprio accertamento di carattere tributario ma un’attività amministrativa diretta all’acquisizione e all’utilizzo di dati, notizie e documenti che risultano da un rapporto, continuativo o occasionale, intrattenuto da un contribuente con un soggetto che appartiene al mondo finanziario.


Tale attività di indagine è finalizzata  per attivare un’eventuale accertamento di natura fiscale per dimostrare la sussistenza di redditi non dichiarati.

Tralasciando la classica circostanza rappresentata da una costante opera di versamento di denaro contante nel c/c acceso presso un qualsiasi Istituto di Credito, le “dieci ipotesi classiche” che, anche sulla base delle indicazioni di cui al D.L. n. 201/2011 (Decreto Salva Italia), possono fare scattare la selezione del contribuente da sottoporre a controllo, mediante tale strumento di indagine, possono essere così elencate:
  1. un’incongruenza dei dati finanziari rispetto ai dati reddituali, ossia quando l’ammontare degli accrediti eccede di gran lunga l’ammontare del reddito dichiarato dal contribuente in questione;
  2. l’utilizzo esclusivo o frequente di operazioni “finanziarie” anomale, quali possono essere le c.d. operazioni extra contro (operazioni allo sportello), come, a mero titolo esemplificativo, il cambio assegni allo sportello di una banca senza il transito per il c/c bancario;
  3. la sussistenza di un’incongruenza quantitativa tra le uscite finanziarie e le spese rilevate dall’Anagrafe tributaria, come, ad esempio, l’effettuazione di incrementi patrimoniali senza l’utilizzo dei canali finanziari;
  4. un frequente e costante accesso del contribuente alle cassette di sicurezza detenute presso i locali di uno o più Istituti di credito;
  5. l’effettuazione di frequenti e consistenti ricariche di carte di credito prepagate;
  6. un consistente utilizzo del plafond annuale delle carte di credito;
  7. l’assidua effettuazione di operazioni finanziarie, magari extra conto, da parte di un soggetto “formalmente” residente all’estero;
  8. l’utilizzo frequente e in misura importante dei canali di money transfer;
  9. le segnalazioni antiriciclaggio;
  10. la segnalazione di reati penali dal punto di vista tributario.