Assegni familiari: per i dipendenti di aziende cessate o fallite richiesta solo telematica dal 01.01.2015

L’INPS ha reso disponibile, sul proprio sito internet, la nuova procedura on line che i lavoratori ex dipendenti di aziende cessate o fallite possono utilizzare per presentare le domande di Assegno per il Nucleo Familiare (ANF).

Sul punto, si precisa che fino al 31.12.2014 è stato possibile presentare l’istanza anche in formato cartaceo, mentre dall’1.1.2015 la presentazione può avvenire esclusivamente mediante procedure telematiche, con le seguenti modalità:

  1. utilizzando l’apposito canale WEB disponibile nella sezione SERVIZI ON LINE del sito www.inps.it;
  2. rivolgendosi ai Patronati (i quali espleteranno la pratica mediante i loro servizi telematici); 
  3. telefonando al numero verde 803.164 del Contact Center multicanale. 

Per quanto riguarda la funzionalità installata sul canale WEB, gli interessati possono accedervi solo se muniti di PIN di autenticazione a carattere “dispositivo” e, una volta avvenuto l’accesso, è possibile utilizzare le 3 funzionalità di cui è composta, ovvero: 

  1. Informazioni (scheda informativa sulla prestazione); 
  2. Inserimento domanda (compilazione della domanda ANF ed invio telematico); 
  3. Consultazione domande (lista delle domande di ANF in corso di presentazione). 

Bisogna prestare attenzione, infine, alla documentazione da inserire nella “sezione allegati”, la quale può variare a seconda che la ditta sia cessata o fallita. 

Nel primo caso (ditta cessata) è necessario inserire una dichiarazione dell’azienda da cui risulti: 
  1. la data di cessazione dell’attività; 
  2. i motivi della mancata erogazione nei periodi dell’ANF al richiedente; 
  3. l’impegno a non effettuare il pagamento della prestazione successivamente al rilascio della dichiarazione. 

Invece, in caso di fallimento, occorre allegare: 

  1. una dichiarazione del curatore fallimentare attestante gli estremi del fallimento e l’esistenza del rapporto di lavoro; 
  2. la dichiarazione del lavoratore che attesti il mancato ricevimento dell’assegno e l’impegno a non insinuare nel passivo fallimentare i crediti per la prestazione che viene richiesta con pagamento diretto.