Cedolare secca. Non applicabile per la locazione di immobili ad uso foresteria

L’Agenzia delle Entrate ha fornito  alcuni chiarimenti in merito al regime impositivo della cedolare secca sulle locazioni abitative che, come noto, consiste in un’imposta fissa, in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, da applicarsi sul totale del canone annuo di locazione, senza considerare le riduzioni forfetarie previste nel regime ordinario di tassazione. 

Tra i chiarimenti di maggior interesse si segnalano i seguenti:
  1. la risoluzione del contratto di locazione (per il quale si sia optato per la cedolare) deve essere registrata, mediante presentazione del modello RLI allo stesso Ufficio presso il quale il contratto di locazione è stato registrato, entro 30 giorni dal momento in cui il rapporto si è interrotto (in tal caso non è dovuta l’imposta di registro di 67,00 euro, in quanto sostituita dalla cedolare secca); 
  2. la cessione del contratto di locazione per il quale sia stata regolarmente espressa l’opzione per la cedolare secca comporta l’obbligo di pagare l’imposta di registro di 67,00 euro, in quanto tale imposta non è sostituita dalla cedolare; 
  3. è possibile optare per la cedolare secca in relazione all’affitto di un box auto solo se esso è di pertinenza di un immobile ad uso abitativo ed è locato insieme ad esso; 
  4. è precluso l’accesso al regime in argomento in relazione ad un immobile locato ad una società che intenda adibirlo ad abitazione dei propri dipendenti (immobili adibiti ad uso foresteria).