Concordato per la ristrutturazione dei debiti delle piccole imprese in crisi

E’ passata la legge che consente alle piccole imprese in crisi di uscirne con più facilità proponendo un concordato per la ristrutturazione del debito a tutti i creditori.
Fino ad oggi le piccole imprese erano escluse da questo tipo di procedura per l’esiguità di fatturato, stato patrimoniale e dei debiti stessi.
E’ stata prevista anche la possibilità di richiedere un mutuo al Fondo antiusura per le imprese fallite
La normativa è applicabile alle imprese impossibilitate a far fronte alle proprie obbligazioni in conseguenza allo stato di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile.
L’accordo di ristrutturazione deve essere proposto sulla base di un piano che assicuri il regolare pagamento dei creditori che non hanno sottoscritto l’accordo, compreso l’integrale pagamento dei titolari di crediti privilegiati. 
Il piano dovrà contenere le scadenze, le modalità di pagamento,  le eventuali garanzie e le modalità per la liquidazione dei beni. E’ ammessa anche la possibilità di affidare il patrimonio ad un fiduciario che ne curi tutte le fasi di liquidazione. Fra i requisiti per l’ammissione alla procedura anche il non avervi fatto ricorso nei tre anni precedenti.
Redatta la proposta secondo i requisiti di legge, il giudice fissa l’udienza e ne dà comunicazione ai creditori disponendone la pubblicità. Per 120 giorni non possono essere iniziate o proseguite azioni esecutive né disposti sequestri conservativi né acquistati diritti di prelazione.   Per questo periodo le prescrizioni rimangono sospese e le decadenze non si verificano.
Affinché il concordato sia omologato è necessario il raggiungimento del consenso da parte dei creditori rappresentanti il 70% dei crediti.