CONDOMINIO. Amministratore subito le consegne altrimenti può essere accusato di appropriazione indebita

Alla cessazione dell’incarico l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini, e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi.

Dopo una diffida si può chiedere un provvedimento d’urgenza per ottenere la documentazione.

Accade frequentemente che l’amministratore uscente temporeggi nella restituzione della documentazione con conseguenze spesso deleterie per il condominio. Si pensi ad esempio all’impossibilità di pagare utenze,   fornitori o la polizza del fabbricato. 
L’articolo 1129 del Codice civile nella “nuova versione” precisa che «alla cessazione dell’incarico l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini, e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi».
E’ giusto precisare che nei casi in cui l’amministratore sia iscritto a un Albo Professionale riconosciuto (Commercialisti, Avvocati, Geometri, ecc.), le resistenze nella restituzione di quanto dovuto vengono risolte con l’intervento degli Organi preposti all’interno dell’Ordine Professionale di appartenenza.
Altra questione si prospetta nel caso in cui l’amministratore uscente, non iscritto ad Albi Professionali riconosciuti,  non accolga l’invito,  bonario o meno, dell’amministratore entrante.
In questo caso il ricordo a un  legale è inevitabile. Tale ricorso può essere fatto sia dall’amministratore entrante che dai singoli condòmini. Il legale incaricato chiederà al Tribunale competente di emettere un provvedimento di urgenza ex art. 700 del Codice di Procedura Civile affinché venga condannato l’amministratore alla immediata consegna dei documenti.