IMU e TASI: i trucchi per ridurre le imposte

Accade sempre piu’ frequentemente che, pur di non pagare l’IMU, si arrivi a regalare la casa.
Cresce infatti il numero di proprietari che scelgono di liberarsi della seconda (o terza) casa al solo costo di copertura delle spese di trasferimento per evitare di pagare le tasse.
Normalmente si tratta di immobili sfitti con alto indice di degrado che non possono neanche essere demoliti o ricostruiti, se non con la medesima tipologia costruttiva.
Certo è che l’IMU dal 2012 ha indotto molti proprietari ad ingegnarsi per minimizzare o azzerare le imposte.
L’obiettivo di ridurre al minimo l’impatto di IMU e TASI alimenta la corsa degli italiani ad accatastare gli edifici diroccati come unità «collabenti» (F/2): Unità immobiliari che, prese nello stato in cui si trovano, non sono in grado di produrre reddito: unità immobiliari fatiscenti o inagibili; unità immobiliari demolite parzialmente.
Secondo le statistiche catastali dell’agenzia delle Entrate, infatti, tra il 2012 e il 2013 le unità accatastate come «collabenti» sono aumentate del 12,4%, da 373mila a 420 mila. 
Non sempre, però, ottenere questa nuova categoria catastale tramite riaccatastamento consente di azzerare del tutto IMU e TASI: alcuni Comuni – anche quando l’edificio è ridotto a un rudere – chiedono comunque di pagare l’imposta sull’area edificabile (o a rendita zero), seppur con un’aliquota ridotta rispetto a quella che viene applicata alle seconde case.