Jobs act: le novità in materia di tutele crescenti e ammortizzatori sociali

Recentemente il Consiglio dei Ministri ha approvato definitivamente le disposizioni contenute in due dei decreti attuativi del c.d. “jobs act”: per effetto di un primo decreto, la tutela ordinariamente applicabile nel caso di licenziamento sarà una riparazione economica parametrata all’anzianità del lavoratore, mentre per effetto del secondo decreto vengono modificate le tutele del lavoratore nel caso di licenziamento.


Nel dettaglio, secondo quanto previsto dal decreto in materia di “tutele crescenti”, i lavoratori a tempo indeterminato, tranne nelle ipotesi più gravi di licenziamento illegittimo (si pensi ad esempio al licenziamento intimato oralmente, nullo oppure discriminatorio) saranno risarciti senza obbligo di reintegro: nelle ipotesi in cui manchino gli estremi per un licenziamento per giusta causa o giustificato motivo, il lavoratore avrà diritto ad un’indennità da 4 a 24 mensilità calcolata sulla base dell’anzianità del lavoratore (2 mensilità per ogni anno di lavoro). 
Nel caso di imprese di minori dimensioni il risarcimento viene ridotto alla metà ed, in ogni caso, non può superare le sei mensilità complessive. 
Relativamente agli ammortizzatori sociali si ricorda che a partire da maggio l’ASPI verrà sostituita dalla NASPI, la nuova assicurazione sociale per l’impiego, la cui erogazione è commisurata al periodo pregresso di lavoro del dipendente.